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In seguito a potature errate, si è reso necessario un intervento di abbattimento in tree climbing di una quercia. Per garantire la sicurezza del climber, l’ancoraggio è stato posizionato sulla quercia vicina, in modo da non appesantire la struttura di quella da abbattere. I danni da potatura precedenti (visibili nella foto) sono stati causati da tagli di diametro eccessivo (superiore ai 20 cm) e a filo tronco, che non hanno permesso all’albero di compartimentare correttamente. Le infezioni fungine e batteriche hanno fatto il resto.

Abbattimento e smontaggio dall’alto in tree climbing di Ulmus minor e Cupressus Arizonica. L’olmo presentava un forte odore nauseabondo da batteriosi, con un avanzata fase di disseccamento in seguito a potatura errata (capitozzo). Il cipresso dell’arizona invece, presentava diverse depressioni e costolature alla base del fusto, sintomo evidente di carie cubica che queste tipo di piante presenta nel nostro pedoclima.

La miglior potatura è quella che non si vede. Le querce sono state potate in tree climbing, con tagli di ritorno, recupero dei capitozzi, e rimonda del secco (per la potatura vedi questo link: https://www.mbrthinkgreen.it/sicurezza/intervento-di-potatura-in-tree-climbing/). Le ortensie, hydrangea quercifolia e paniculata, devono essere trattate in modo diverso. L’h. quercifolia, se ha ramificato troppo, può essere potata con tagli di ritorno sopra la prima ramificazione. Non vanno mai cimate o spuntate, altrimenti non fioriranno nell’anno. L’h. paniculata, può essere potata regolarmente prima della ripresa vegetativa, sopra la prima ramificazione lasciando più una o due gemme per le nuove ramificazioni e fioriture.

Biodiversità e sicurezza. Esemplare di Ganoderma resinaceum su Quercus cerris (Cerro). Fungo saprofita, che si nutre di sostanze organiche vegetali in via di decomposizione; non necessariamente parassita e agente di carie bianca a lento sviluppo che causa lo schiarimento del legno colpito. Si riconosce facilmente per il cappello lucido; fungo non commestibile per l’impossibilità di masticazione della carne che risulta legnosa, tenace e consistente. Sebbene meno pericoloso del Ganoderma adspersum, è comunque un temibile agente patogeno che determina carie bianca alla base del fusto, nella parte sotterranea e nelle radici. Se la pianta riesce a formare legno di reazione, callo e contrafforti, ci sono buone possibilità di ristabilizzazione. La comparsa di numerosi corpi fruttiferi sulla corteccia accompagnata da una riduzione della vitalità della chioma, sono sintomo di instabilità, per cui si rende necessario l’abbattimento per ragioni di sicurezza, o per lo meno si rende necessario un confinamento dell’area bersaglio. Il Ganoderma r. è comunque un importante risorsa biologica per la vita del bosco e il mantenimento della biodiversità. È il contesto che ne determina la pericolosità, quale quello urbano, in cui la sicurezza delle persone e delle cose è al primo posto. In bosco isolato, non frequentato, è chiaramente una ricchezza.