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Carpoforo di Ganoderma lucidum su Laurus nobilis (Alloro); tra le specie del genere Ganoderma, è sicuramente tra le meno aggressive, avendo uno sviluppo lento. È un fungo saprofita, agente di carie bianca, in casi rari parassita, non commestibile. Si può trovare ai piedi del fusto, sul colletto oppure su ceppaie o rami interrati, in tutte le stagioni. Generalmente su latifoglie, in particolare sul genere Quercus e Faguss, raramente su conifere come il Picea abies. ...continua a leggere "Biodiversità: Ganoderma lucidum"

Il legno abbattuto non necessariamente deve considerato uno scarto o un rifiuto, soprattutto quando si tratta di alberi molto resinosi, come per esempio i cipressi arizonica o i pini da pinoli. Si possono utilizzare Come fioriere, per abbellire i giardini oppure come vasche di raccolta per fonti o fontane.

La nazione delle piante, Stefano Mancuso, Editori Laterza, 2019, pp. 144, € 12,00.

Stefano Mancuso scienziato di fama mondiale ci sorprende con un nuovo libro: “La nazione delle piante”. L’autore immagina una vera e propria carta dei diritti dei viventi scritta dalle piante. Un’immaginazione che nasce dalle conoscenze scientifiche dell’autore, il quale presta la parola, e ovviamente la penna, alla più importante e potente nazione, appunto la Nazione delle Piante. In questa carta dei diritti, composta da otto articoli, le nostre amiche piante vengono in nostro soccorso, ci aiutano e ci offrono una strada per garantirci una via per la sopravvivenza. Quello che a prima vista potrebbe sembrare uno scherzo o un gioco per ragazzi, è invece una vera e propria riflessione attraverso le modalità con le quali le piante si relazionano tra loro e con le specie animali. La gerarchia animale, il cui vertice è rappresentato dall’uomo, ha ormai dimostrato la sua totale incapacità di gestire il meraviglioso pianeta su cui vive. Senza le piante noi non potremmo sopravvivere! E allora, perché non dare voce a coloro che ci garantiscono la sopravvivenza e che sono presenti sul pianeta molto prima del regno animale? Forse hanno qualcosa da insegnarci su come si sta al mondo e su come sia possibile convivere! Per lo meno, potrebbero aiutarci a guardare la nostra vita con occhi diversi. ...continua a leggere "La nazione delle piante: la prima carta dei diritti scritta dalle piante"

Camminando tra gli olivi, è facile imbattersi in un fungo che attirerà sicuramente la nostra attenzione, per lo meno per il suo colore arancione. Si tratta di Omphalotus olearius, conosciuto anche come fungo dell’olivo. Un fungo molto velenoso e addirittura letale in base alla quantità ingerita. L’Omphalotus olearius è una specie lignicola, che attacca alberi e arbusti già debilitati. Cresce anche su ceppaie. Se lo si trova isolato su tappeti erbosi, scavando o spostando leggermente la terra, si troverà il gambo attaccato a qualche radice o pezzetto di legno. Predilige olivo, quercia, leccio e castagno; raramente su conifere. Una caratteristica poco conosciuta è la bioluminescenza al buio delle lamelle decorrenti. Il suo nome deriva dalla parola greca ομφαλός (omfalós), che significa ombelico, proprio per la sua forma concava, che ne ricorda la forma. Olearius è invece un aggettivo latino, relativo all’olio, per il fatto che questo fungo lo si trova frequentemente sull’olivo. Da non confondere con il Cantharellus cibarius (Finferlo)

Biodiversità e sicurezza. Esemplare di Ganoderma resinaceum su Quercus cerris (Cerro). Fungo saprofita, che si nutre di sostanze organiche vegetali in via di decomposizione; non necessariamente parassita e agente di carie bianca a lento sviluppo che causa lo schiarimento del legno colpito. Si riconosce facilmente per il cappello lucido; fungo non commestibile per l’impossibilità di masticazione della carne che risulta legnosa, tenace e consistente. Sebbene meno pericoloso del Ganoderma adspersum, è comunque un temibile agente patogeno che determina carie bianca alla base del fusto, nella parte sotterranea e nelle radici. Se la pianta riesce a formare legno di reazione, callo e contrafforti, ci sono buone possibilità di ristabilizzazione. 
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Il Morimus asper (Morino scabroso) è un coleottero della famiglia dei Cerambici, di grandi dimensioni, fino a 40 mm, facilmente riconoscibile per il corpo ovale, con le elitre (ala sclerificata, senza funzione del volo, una specie di scudo protettivo) saldate da tra loro; di colore nero opaco, con macchie non sempre evidenti. I maschi si distinguono dalle femmine per la lunghezza delle antenne, le quali superano la lunghezza del corpo (dimorfismo sessuale). Il Morimus asper è un coleottero silvicolo, xilofago e saproxilico, che predilige latifoglie, con tronchi a terra, ceppaie, alberi morti ancora in piedi, e legna accatastata di diametro superiore ai 13 cm. Per la sua ridotta capacità dispersiva è considerata una specie vulnerabile. Ecco perché è indispensabile riconoscerla e non distruggerla. Rispettare il bosco anche con il legno morto, non portare via tutta la legna, ma lasciare ceppi, tronchetti accatastati, sono una modalità per preservare la biodiversità mai così a rischio come ora. Rispettare questi insetti significa anche rispettare il bosco, il suo ciclo vitale e produttivo. Per il monitoraggio di questa specie, consiglio questo link: http://www.biodiversita.lombardia.it/sito/images/ELISABETTA/pdf/Linee_guida_MIPP/05_Morimus

Morimus asper (Morino scabroso)

Potatura pino domestico
Intervento in tree climbing su pino domestico per ripulitura dei rami fuori sagoma e rimonda del secco

Il pino domestico (Pinus pinea, pino da pinoli) è una delle specie più diffuse nel territorio italiano, in particolare al centro-sud e lungo le coste; grazie all'intrinseca capacità di adattarsi facilmente alle condizioni del suolo e di clima (pedoclima) e nonché ad una crescita abbastanza celere, il Pinus Pinea, ha trovato spazio facilmente nella nostra penisola. Negli anni, la vasta diffusione di questa conifera ha evidenziato alcune problematiche non di poco conto, come il sollevamento delle pavimentazioni, dei manti stradali, e l’improvviso cedimento strutturale. Entrambi i fattori sono da ricercare nelle caratteristiche peculiari della specie e alle problematiche che insorgono in ambito urbano.

La forma tipica allungata e modellata dal vento

Se in generale nel “sistema albero” la crescita in altezza è dovuta principalmente alla dominanza apicale dell’asse verticale principale rispetto alle branche laterali, nel pinus pinea avviene invece un fenomeno interessante dal punto di vista strutturale. Le branche laterali si allungano notevolmente (in particolare quelle inferiori), superando spesso la lunghezza degli assi dominanti verticali, e dando vita in tal modo alla consueta forma arrotondata e ovoidale del pinus pinea, detta anche scherzosamente a “disco volante”.

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Morimus asper (Cerambycidae) su legno morto di un Pioppo nero

Può un qualcosa che apparentemente consideriamo come morta, essere di un immenso valore per l'uomo? La risposta è si! Sto parlando del legno morto. Il suo valore ecologico è inestimabile! Con il termine "legno morto" intendo tutti quegli alberi, indistintamente dalla specie e dall'età che sono appunto morti, ancora in piedi o già sdraiati in terra. Tali alberi rappresentano una risorsa da un immenso peso ecologico. A seconda dell'età dell'albero,  esso continua a essere vivo, nel senso che è abitato da una innumerevole schiera di inquilini. Non sto parlando solamente di scoiattoli, gufi o simili: ma anche di insetti di vario genere, di funghi, rospi e rettili. Il ruolo del legno morto è di vitale importanza per la sopravvivenza di tantissime specie animali e non. Un particolare spesso trascurato o nemmeno preso in considerazione. ...continua a leggere "Il valore inestimabile del legno morto!"