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Camminando tra gli olivi, è facile imbattersi in un fungo che attirerà sicuramente la nostra attenzione, per lo meno per il suo colore arancione. Si tratta di Omphalotus olearius, conosciuto anche come fungo dell’olivo. Un fungo molto velenoso e addirittura letale in base alla quantità ingerita. L’Omphalotus olearius è una specie lignicola, che attacca alberi e arbusti già debilitati. Cresce anche su ceppaie. Se lo si trova isolato su tappeti erbosi, scavando o spostando leggermente la terra, si troverà il gambo attaccato a qualche radice o pezzetto di legno. Predilige olivo, quercia, leccio e castagno; raramente su conifere. Una caratteristica poco conosciuta è la bioluminescenza al buio delle lamelle decorrenti. Il suo nome deriva dalla parola greca ομφαλός (omfalós), che significa ombelico, proprio per la sua forma concava, che ne ricorda la forma. Olearius è invece un aggettivo latino, relativo all’olio, per il fatto che questo fungo lo si trova frequentemente sull’olivo. Da non confondere con il Cantharellus cibarius (Finferlo)

Biodiversità e sicurezza. Esemplare di Ganoderma resinaceum su Quercus cerris (Cerro). Fungo saprofita, che si nutre di sostanze organiche vegetali in via di decomposizione; non necessariamente parassita e agente di carie bianca a lento sviluppo che causa lo schiarimento del legno colpito. Si riconosce facilmente per il cappello lucido; fungo non commestibile per l’impossibilità di masticazione della carne che risulta legnosa, tenace e consistente. Sebbene meno pericoloso del Ganoderma adspersum, è comunque un temibile agente patogeno che determina carie bianca alla base del fusto, nella parte sotterranea e nelle radici. Se la pianta riesce a formare legno di reazione, callo e contrafforti, ci sono buone possibilità di ristabilizzazione. La comparsa di numerosi corpi fruttiferi sulla corteccia accompagnata da una riduzione della vitalità della chioma, sono sintomo di instabilità, per cui si rende necessario l’abbattimento per ragioni di sicurezza, o per lo meno si rende necessario un confinamento dell’area bersaglio. Il Ganoderma r. è comunque un importante risorsa biologica per la vita del bosco e il mantenimento della biodiversità. È il contesto che ne determina la pericolosità, quale quello urbano, in cui la sicurezza delle persone e delle cose è al primo posto. In bosco isolato, non frequentato, è chiaramente una ricchezza. 

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Abbattimento con smontaggio dall’alto di Cedrus deodara b.f., con danni meccanici che hanno provocato il distacco di una porzione importante di corteccia e lesionato il tessuto cambiale. Ciò ha favorito e provocato l’accesso a funghi e batteri. Il Cedro in fase avanzata di disseccamento, è stato smontato dall’alto in tree climbing, per la presenza di cavi telefonici e spazio circostante limitato.

La timidezza delle chiome

La timidezza delle chiome, La lezione degli alberi per ritrovare il tempo che ci è stato rubato; Pietro Maroè, Rizzoli, 2017, pp. 198, € 17.

Un appassionante lettura sul mondo degli alberi e di chi, come il sottoscritto, se ne prende cura. L’autore, noto tree climber, descrive con un linguaggio semplice ma accurato il sistema albero. Pietro Maroè guida il lettore aiutandolo ad acquisire le basi dell’arboricoltura, vera e propria arte, nonché scienza, del prendersi cura degli alberi. Non è un libro tecnico, ma un romanzo facile da leggere ma per nulla superficiale o banale. Soprattutto è un testo divulgativo per far conoscere il mondo degli alberi, che altro non sono, come dice l’autore, coloro che ci permettono di respirare. “Il mondo visto dalla cima degli alberi è diverso: sembra migliore, è più facile viverci quando scendi. Impari a stare sulla terra come ci stanno le piante. Con calma”.

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Morimus asper (Cerambycidae) su legno morto di un Pioppo nero

Può un qualcosa che apparentemente consideriamo come morta, essere di un immenso valore per l'uomo? La risposta è si! Sto parlando del legno morto. Il suo valore ecologico è inestimabile! Con il termine "legno morto" intendo tutti quegli alberi, indistintamente dalla specie e dall'età che sono appunto morti, ancora in piedi o già sdraiati in terra. Tali alberi rappresentano una risorsa da un immenso peso ecologico. A seconda dell'età dell'albero,  esso continua a essere vivo, nel senso che è abitato da una innumerevole schiera di inquilini. Non sto parlando solamente di scoiattoli, gufi o simili: ma anche di insetti di vario genere, di funghi, rospi e rettili. Il ruolo del legno morto è di vitale importanza per la sopravvivenza di tantissime specie animali e non. Un particolare spesso trascurato o nemmeno preso in considerazione. ...continua a leggere "Il valore inestimabile del legno morto!"

Atlante illustrato delle malattie delle piante legnose, Arbusti ornamentali, alberi di parchi e viali; H.Butin, F.Nienhaus, B.Böhmer, Franco Muzzio Editore, 2014,  pag. 278, € 25.

Un atlante illustrato con 588 fotografie a colori di ottima qualità, si presenta da solo. Descrizioni essenziali accompagnano le fotografie rendendo l’atlante di facile consultazione. Il volume è strutturato secondo i generi di appartenenza delle piante, e in ordine alfabetico. Particolare che facilita notevolmente l’individuazio non solo della pianta, ma di conseguenza anche della malattia. Sebbene non aggiornato sugli ultimi patogeni insorti in Europa, l’atlante è un ottimo strumento sia per esperti che per semplici appassionati. Colpisce, lo ripeto, l’ottima qualità fotografica.

Smontaggio di un Cedrus deodara b.f. in fase avanzata di disseccamento. Alla base del tronco presenza di danni meccanici datati, porte di accesso per infezioni fungine e batteriche. Si notano le diverse decolorazioni del legno; in particolare nel durame, sono presenti varie sfumature di nero, tipiche indicazione di attacco di alcuni funghi.

Smontaggio di Cedrus d. in fase avanzata di dissecamento.

Abbattimento in tree climbing con smontaggio di Cedrus d. colpito da armillaria spp. e in seguito avvizzito.