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Tree climbing, lavoro su funi

Il lavoro su funi su piante ad alto fusto, conosciuto come tree climbing, offre una serie di vantaggi rispetto all'utilizzo di piattaforme da lavoro elevabili (PLE). Prima di tutto, il fatto che la pianta è "guardata dall'interno"; anziché dover accedere dall'esterno della chioma, vi si accede dall'interno verso l'esterno, evitando così di doversi far spazio con tagli impropri per poter accedere alle zone interessate dalla potatura. Inoltre offre, proprio grazie al miglior posizionamento dell'operatore, una maggior precisione di taglio, che favorisce il taglio di ritorno, evitando così la capitozzatura. Non vi sono limiti di altezza, riducendo così i costi dovuti all'utilizzo di piattaforme di grandi dimensioni. Si può accedere su spazi confinati o zone impervie, dove una piattaforma non vi può operare.

Intervento in tree climbing per la potatura di alcuni esemplari di querce con tagli di ritorno (no capitozzatura) e rimonda del secco. Con Francesco Santini.

Intervento post-capitozzatura su Tilia Cordata presso la città di Matelica. La capitozzarura, cioè la riduzione drastica della chioma con asportazione degli apici, danneggia e provoca lesioni permanenti all’albero. Aumenta inoltre i costi di gestione futura. Intervento in collaborazione con Naturacrea e Arboricoltura 3S.

Potatura pino domestico
Intervento in tree climbing su pino domestico per ripulitura dei rami fuori sagoma e rimonda del secco

Il pino domestico (Pinus pinea, pino da pinoli) è una delle specie più diffuse nel territorio italiano, in particolare al centro-sud e lungo le coste; grazie all'intrinseca capacità di adattarsi facilmente alle condizioni del suolo e di clima (pedoclima) e nonché ad una crescita abbastanza celere, il Pinus Pinea, ha trovato spazio facilmente nella nostra penisola. Negli anni, la vasta diffusione di questa conifera ha evidenziato alcune problematiche non di poco conto, come il sollevamento delle pavimentazioni, dei manti stradali, e l’improvviso cedimento strutturale. Entrambi i fattori sono da ricercare nelle caratteristiche peculiari della specie e alle problematiche che insorgono in ambito urbano.

La forma tipica allungata e modellata dal vento

Se in generale nel “sistema albero” la crescita in altezza è dovuta principalmente alla dominanza apicale dell’asse verticale principale rispetto alle branche laterali, nel pinus pinea avviene invece un fenomeno interessante dal punto di vista strutturale. Le branche laterali si allungano notevolmente (in particolare quelle inferiori), superando spesso la lunghezza degli assi dominanti verticali, e dando vita in tal modo alla consueta forma arrotondata e ovoidale del pinus pinea, detta anche scherzosamente a “disco volante”.

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Ci vuole un albero per salvare la città;  Francis Hallé, Ponte alle Grazie, 2018, pp. 118, € 11,00.

Un vero proprio manifesto per i politici e gli amministratori pubblici per la cura e la difesa degli alberi in città. Dai toni, oserei direi anche un atto d'accusa per tutti coloro che disprezzano a vario titolo e per vari motivi - spesso discutibili - gli alberi e la loro funzione salutare all'interno degli ambienti urbani. Attenzione, non si tratta di una difesa ad oltranza, oppure di una forma integralista di difesa ambientale; lungi dalle intenzioni dell'autore questo tipo di approccio. Piuttosto, un sottolineare con forza e decisione, grazie anche al supporto della ricerca scientifica, il ruolo sempre più fondamentale dell'albero in città. Non a caso il titolo: Ci vuole un albero per salvare la città. Città sempre più assediate dall'inquinamento chimico e acustico. Nessuno, e in particolare gli amministratori pubblici che gestiscono i contributi della collettività, pensa mai ai benefici di un albero in città. Non si tratta solo di ridurre l'inquinamento, l'anidride carbonica e delle polveri sottili; un albero abbassa la temperatura dell'ambiente circostante anche di 7/8 gradi centigradi mitigandone l'umidità; provate a pensare come sarebbe possibile risparmiare energia elettrica permettendo agli alberi di abbassare la temperatura in estate! Si, perché un albero consuma anidride carbonica e produce ossigeno! Un albero ti cambia l'umore, ti rasserena con il suo verde; addirittura ti carica di euforia con la sua produzione di ioni negativi.

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