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In seguito a potature errate, si è reso necessario un intervento di abbattimento in tree climbing di una quercia. Per garantire la sicurezza del climber, l’ancoraggio è stato posizionato sulla quercia vicina, in modo da non appesantire la struttura di quella da abbattere. I danni da potatura precedenti (visibili nella foto) sono stati causati da tagli di diametro eccessivo (superiore ai 20 cm) e a filo tronco, che non hanno permesso all’albero di compartimentare correttamente. Le infezioni fungine e batteriche hanno fatto il resto.

Camminando tra gli olivi, è facile imbattersi in un fungo che attirerà sicuramente la nostra attenzione, per lo meno per il suo colore arancione. Si tratta di Omphalotus olearius, conosciuto anche come fungo dell’olivo. Un fungo molto velenoso e addirittura letale in base alla quantità ingerita. L’Omphalotus olearius è una specie lignicola, che attacca alberi e arbusti già debilitati. Cresce anche su ceppaie. Se lo si trova isolato su tappeti erbosi, scavando o spostando leggermente la terra, si troverà il gambo attaccato a qualche radice o pezzetto di legno. Predilige olivo, quercia, leccio e castagno; raramente su conifere. Una caratteristica poco conosciuta è la bioluminescenza al buio delle lamelle decorrenti. Il suo nome deriva dalla parola greca ομφαλός (omfalós), che significa ombelico, proprio per la sua forma concava, che ne ricorda la forma. Olearius è invece un aggettivo latino, relativo all’olio, per il fatto che questo fungo lo si trova frequentemente sull’olivo. Da non confondere con il Cantharellus cibarius (Finferlo)

Abbattimento e smontaggio dall’alto in tree climbing di Ulmus minor e Cupressus Arizonica. L’olmo presentava un forte odore nauseabondo da batteriosi, con un avanzata fase di disseccamento in seguito a potatura errata (capitozzo). Il cipresso dell’arizona invece, presentava diverse depressioni e costolature alla base del fusto, sintomo evidente di carie cubica che queste tipo di piante presenta nel nostro pedoclima.

Cedro con capitozzo in seguito a forti raffiche di vento. Lo spezzarsi della punta, è stata la porta di accesso per un attacco di funghi non identificati, ma riconoscibile dalle consuete sfumature nere nel durame. La conseguenza della presenza di questo tipo di fungo, è la progressiva degenerazione dell’albero fino al disseccamento totale.

Abbattimento in tree climbing di Cedrus spp. avvizziti causa da attacco fungino. Con Francesco Santini.

Abbattimento con smontaggio in tree climbing e teleferica, di un Cipresso completamente avvizzito. Con Filippo Sarri e Alessio Violi.

Biodiversità e sicurezza. Esemplare di Ganoderma resinaceum su Quercus cerris (Cerro). Fungo saprofita, che si nutre di sostanze organiche vegetali in via di decomposizione; non necessariamente parassita e agente di carie bianca a lento sviluppo che causa lo schiarimento del legno colpito. Si riconosce facilmente per il cappello lucido; fungo non commestibile per l’impossibilità di masticazione della carne che risulta legnosa, tenace e consistente. Sebbene meno pericoloso del Ganoderma adspersum, è comunque un temibile agente patogeno che determina carie bianca alla base del fusto, nella parte sotterranea e nelle radici. Se la pianta riesce a formare legno di reazione, callo e contrafforti, ci sono buone possibilità di ristabilizzazione. La comparsa di numerosi corpi fruttiferi sulla corteccia accompagnata da una riduzione della vitalità della chioma, sono sintomo di instabilità, per cui si rende necessario l’abbattimento per ragioni di sicurezza, o per lo meno si rende necessario un confinamento dell’area bersaglio. Il Ganoderma r. è comunque un importante risorsa biologica per la vita del bosco e il mantenimento della biodiversità. È il contesto che ne determina la pericolosità, quale quello urbano, in cui la sicurezza delle persone e delle cose è al primo posto. In bosco isolato, non frequentato, è chiaramente una ricchezza. 

Smontaggio in tree climbing di un esemplare di cedro in fase avanzata di disseccamento.

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Abbattimento con smontaggio dall’alto di Cedrus deodara b.f., con danni meccanici che hanno provocato il distacco di una porzione importante di corteccia e lesionato il tessuto cambiale. Ciò ha favorito e provocato l’accesso a funghi e batteri. Il Cedro in fase avanzata di disseccamento, è stato smontato dall’alto in tree climbing, per la presenza di cavi telefonici e spazio circostante limitato.

La carie cubica è causata da funghi cariogeni che attaccano gran parte della cellulosa e delle emicellulose lasciando quasi intatta la lignina. Questi agenti cariogeni determinano una colorazione scura dei tessuti che negli ultimi stadi assumono una consistenza molto friabile. Ciò comporta una rottura secondo piani di sfaldatura ortogonali. Il legno colpito perde resistenza alla compressione e alla flessione, e aumenta la permeabilità. I tessuti assorbono acqua infatti più rapidamente e si asciugano lentamente; cosi il legno è soffice quando è umido mentre quando è asciutto si spacca facilmente. (Per gentile concessione di Studio Arbotek)

In questo caso la presenza di carie e la concomitante presenza di corteccia inclusa hanno determinato la rottura del fusto codominate.